Scipio Slataper: giornata di studi a Trieste

Organizzato dall’Istituto Giuliano di Storia, Cultura e Documentazione, in collaborazione con il Gruppo-Skupina 85, l’Istituto Regionale di Studi del Movimento di Liberazione Friuli Venezia Giulia, il Centro Studi Biagio Marin di Grado, e dall’editore SVSB, si è tenuta a Trieste il 3 maggio 2012 una giornata di studi dedicata a Scipio Slataper, nella Saletta del Narodni dom, presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori.

La giornata di studio motivata dalla ricorrenza dei cent’anni della pubblicazione de Il mio Carso, libro fondante della coscienza triestina e della sua identità, ha visto avvicendarsi studiosi di grande caratura quali Marino Biondi, Elena Coda, Simone Volpato, Cristina Benussi, Giorgio Baroni, Alfredo Luzi, Livia de Savorgnani Zanmarchi , Miran Košuta , Lorenzo Tommasini, Fabio Todero, Fulvio Senardi, provenienti da Firenze, Indiana-USA, Trieste, Milano, Macerata, Siena, Grado.

Edda Serra per il Centro Studi Biagio Marin ha parlato de “L’eredità di Slataper nella coscienza critica di Biagio Marin” citando in particolare I Delfini di Scipio Slataper (1965), e i carteggi intrattenuti da Marin con Gino Brazzoduro e Giuseppe Prezzolini.

Si è trattato di un incontro veramente ricco di suggestioni, interpretazioni, vitalità. ES

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Il CSBM a Oxford

Anniversari a Oxford

Complessità di problemi e situazione di crisi diffusa e non solo finanziaria, accelerazione di mutamenti nello scorrere veloce dei giorni non hanno impedito al Centro Studi Biagio Marin di trovarsi ad Oxford, nelle giornate del 21 e 22 aprile 2012, e di rispondere con tre contributi all’invito dell’ Istituto di Italianistica di quella Università al convegno sulla Grande guerra in Italia.

E’ stato bello trovarsi tra italianisti giovani ed agguerriti, e meno giovani, in un convegno internazionale che ha raccolto studiosi provenienti, italiani compresi, da diversi angoli della terra e portare noi il contributo di memorie, di scrittura e di umanità ormai distanti nella misura del secolo; e della fase preparatoria ricordare quel 1912 che ha visto per Trieste e la Regione Giulia la pubblicazione del Mio Carso di Scipio Slataper, di Irredentismo adriatico di Angelo Vivante, dei Fiuri de tapo di Marin, in una fioritura che accomuna nel giro di qualche anno i versi di Trieste e una donna ( Con i miei occhi ) di Umberto Saba, e i Colori di Virgilio Giotti; e ricordare anche la testimonianza della guerra stessa che colloca accanto a Giani Stuparich quella della Buffa di Giulio Camber Barni.

A parlare sono stati Edda Serra (Slataper e Marin, Camber Barni), Pericle Camuffo (interventismo e rifiuto in Prezzolini), Matteo Vercesi, (Caporetto 1917 nel dialetto milanese di Delio Tessa).

E’ stato soprattutto interessante per noi osservare lo stato di memoria in Europa di tanta letteratura italiana legata alla prima guerra mondiale, e la lettura critica di termini come irredentismo e interventismo; del resto il convegno, ben aggiornato nell’ambito letterario, ha avuto altri centri di analisi e di interesse: la guerra vista dal basso, partendo dalla corrispondenza dei soldati e delle loro famiglie; la guerra nella propaganda; la guerra nella documentazione cinematografica, che per quanto fosse usurato il materiale, ha dato vita a rielaborazioni oggi vive e persuasive, di forte impatto.

Accanto al convegno una mostra sulla grande guerra organizzata da Teresa Franco con materiali del Sommerwille College e della Taylorian Library.

Il bilancio risulta positivo anche per l’incontro inaspettato con dei cultori della poesia di Marin, e per la consegna alle biblioteche universitarie di Oxford di copie dell’ antologia mariniana bilingue L’isola/The island nella traduzione di Gerald Parks e del Carteggio Prezzolini – Marin.  ES

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Un manoscritto di Biagio Marin, 1913

Un manoscritto inedito di Biagio Marin è emerso di sorpresa nella mostra organizzata a Trieste dall’IRCI, per i 120 anni della Lega Nazionale: una breve poesia che ha già i caratteri maturi de I canti de l’isola, firmata semplicemente Marino, come altri suoi scritti del tempo. Ma la calligrafia è inequivocabile. A neanche un anno dai Fiuri de tapo Marin si trova a rispondere all’invito di un gruppo di studenti delle scuole tecniche triestine di offrire un suo contributo scritto per una pubblicazione a più mani destinata alla vendita, e al sostegno delle attività della Lega Nazionale. La cartella “Pavanello” degli inediti ha titolo Per un grande amore, raccoglie una trentina di firme e ci fa intravedere al vivo un clima diffuso di interessi e di idealità irredentistiche che connotavano la città di Trieste nel 1913. Sulla Cartella “Pavanello” hanno scritto Piero Delbello e Paolo Sardos Albertini.

E’ scontata l’importanza del manoscritto, uno dei pochi documenti oggi noti della prima attività poetica di Biagio Marin, che nel l913, mentre frequentava l’Università di Vienna era tuttavia presente a Grado e a Firenze, era in corrispondenza con Giuseppe Prezzolini, ed era in collegamento con il trentino-triestino Ferdinando Pasini; con il quale condivideva il progetto di una Voce goriziana, e affidava le sue aspirazioni letterarie più segrete al Libro di Gesky. (Quaderni del CSBM, 2010) ES

Ecco la traduzione:

In mare, attraverso il velo della piova, / vedo una vela bianca, vela nuova;/ bonaccia calma; una manciata di martini/ fanno un lamento di fantolini. // La pioggerella batte sulle pietre/ per addormentare le fate marinare; / dormono [quelle fate] nel mare verde in fondo in fondo; / volano i martini grigi in girotondo. // Cantano le lavandaie ninne nanne/ di quelle vecchie, nostre, gradesi./ Il mare è quieto, liscio e verde verde. / Tutto è zitto; il vento in là si perde.// Marino.

La copertina e il frontespizio del volume pubblicato nel 1913, insieme con l’inedito mariniano, erano già stati forniti al CSBM nel 2009 dal signor Roberto Flego.

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Oralità e linguaggio in Biagio Marin

E’ questo il titolo di un saggio recente di Edda Serra pubblicato nello splendido volume dedicato a Giorgio Baroni, a cura di Paola Ponti in Letteratura e Oltre, Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma 2012, pagg. 373-374.

Accanto alle centinaia di contributi scientifici del fiore della critica italiana con cui si vuole onorare il lavoro del prof. Giorgio Baroni maturato nel corso della lunga carriera e in particolare presso l’Università Cattolica di Milano, prende voce il nome di Biagio Marin.
Edda Serra raccoglie considerazioni e note sparse nei suoi scritti quando sottolinea la disposizione all’oralità di Biagio Marin: è riconoscibile nell’atteggiamento della persona che si porge agli altri quando parla e quando narra; nel dialogo epistolare con gli amici; nel dialogo con se stesso nei Diari; nella preghiera a Dio nella poesia. L’oralità è presente nel tessuto stesso della poesia in dialetto, nelle risorse timbriche di un dialetto evidentemente parlato. Una cifra costante dunque pure nel mutare del codice letterario. ES

Segue un estratto da pagina 373 del saggio:

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Fratelli d’Italia in mail

Copertina del volume “Fratelli d’Italia in mail”, promosso dalla Società Dante Alighieri, Comitato di Como, é dedicato ai centocinquant’anni dell’Unità d’Italia; vi contribuiscono con immagini e scritti autori diversi: fra questi, ad esempio Bruno Rombi, Salvatore Nicola, Luciano Sacconi, Domenico Severino, Marianna Accerboni, Luigi Fenga, Dante Maffia. In copertina il disegno di Bruno Chersicla.
Il catalogo è curato da Giuseppe Di Rosa, Vincenzo Guarracini, Grazia Levi.

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