L’ombra del sogno (a cura di A. De Simone) 2015

l'ombra del sogno

L’ombra del sogno (ed. Cofine 2015) ha per sottotitolo Viaggio nella poesia di Giuseppe Rosato, e a fare il percorso è Anna De Simone, attenta lettrice della poesia in dialetto, assumendosi fin dalla copertina la responsabilità del ritratto del poeta: lungo i versanti della poesia in lingua frentana (Abruzzo) della poesia in italiano, della poesia civile. Una poesia che affonda nel sogno della giovinezza, e in un paesaggio sempre più smagato può farsi vuoto e incubo. Perdita. Come è, anche, dell’amata consorte. Il percorso di Anna De Simone, che già aveva scritto del poeta abruzzese per Lu scuru che s’attonne (Il buio che si attonda) e a più riprese in “Poesia”, ci porta un ricco corredo antologico e una serie di pagine critiche (Fiorentino, Loi, Serrao, Tesio); e una preziosa cronistoria del Premio di poesia Lanciano che collega il nome di Rosato a quello di Marin. Fra i due c’era stata una preziosa amicizia, ed una corrispondenza epistolare preziosa, di recente consegnata di persona al CSBM quale omaggio a Marin dal poeta abruzzese (Grado, agosto 2015). ES

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Il cielo sull’altura (a cura di Anna De Simone) 2013

il cielo sull'altura

Il cielo sull’altura è ancora un viaggio di Anna De Simone, questa volta nella poesia di Nino De Vita (Circolo Culturale Menocchio, 2013), una ricca antologia di poesie nel dialetto di Marsala scelte da Fosse Chiti, Cutusìu, Cùntura, Nnòmura, Òmini e inediti, dal corrredo di pagine critiche: a firma di Gibellini, Consolo, Loi, Onofri, Trevi, Fofi, Tesio, Ferlita.

Il poeta è ritornato a Grado per gli Incontri in riva al mare (estate 2015) a leggere con successo di pubblico i suoi versi. ES

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Testo, Interpretazione e Contesto

Testo, interpretazione e contesto

Venezia, 27 ottobre 2015
Dipartimento di Studi Umanistici
Ca’ Foscari, Palazzo Malcanton

Dedicato al tema Testo, interpretazione, contesto il convegno ha visto riuniti quattro relatori, i prof. Renato Martinoni dell’Università di San Gallo, Gianni Oliva dell’Università di Pescara, Giovanni Tesio dell’Università del Piemonte Orientale, Pietro Gibellini dell’Università di Venezia, con il proposito di festeggiare proprio P. Gibellini nel momento in cui lascia per età l’insegnamento di Storia della Letteratura in Dialetto, unico in Italia.
Elegante e affettuoso l’intervento di R. Martinoni, tutto virato su Giuseppe Parini, lucidissimo il discorso conclusivo di Gibellini, originale l’intervento di G. Oliva sul Pascoli che con sensibilità musicale ha rilevato lo spessore sonoro del testo poetico del Pascoli: un modo diverso di individuare il simbolismo pascoliano. Come Edda Serra aveva già dimostrato a proposito della poesia di Marin nel Silenzio più teso (1980).
Matteo Vercesi e Marialuigia Sipione hanno presentato il ricco volume in onore di Gibellini “Filologia e ermeneutica in un’officina veneziana”, espressione di una folla di colleghi e di allievi impegnati a continuarne l’insegnamento.
Il CSBM si unisce al coro riconoscendo in P. Gibellini un collaboratore eccezionale, quale componente della giuria del Premio Nazionale Biagio Marin per la poesia in dialetto rifondato da Vanni Scheiwiller, e per la divulgazione della poesia di Marin nel versante della ricerca sul rapporto Bibbia e letteratura. ES

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Biagio Marin caro a Trieste di G. Gregori

E’ in vendita dal 20 ottobre 2015 nelle librerie di Trieste e di Gorizia il libro di Giovanni Gregori che sarà presentato a Trieste alla Libreria Minerva il giorno 13 novembre da Elvio GuagniniEdda Serra.

biagio marin caro a ts

Difficile è scrivere di Biagio Marin, e per la complessità della persona, e per la complessità del mondo che nelle sue tante sfaccettature vi si riflette.

Perciò siamo grati all’autore di questo profilo del Marin tergestino, Giovanni Gregori, che ha osato sfidare l’ impresa di una sintesi, ricorrendo alla testimonianza diretta dell’autore presentato e alle sue parole, ampie e frequenti sono infatti le citazioni, e producendo un’opera il cui intento è evidentemente divulgativo. Il che significa narrare di Marin e del suo trentennio triestino, 1939-1969, che Marin stesso indicava come il più felice della sua vita di intellettuale, tenendo ben presente noi lettori che il trentennio è presto segnato dalla perdita del figlio Falco, prima, della mutilazione della Venezia Giulia, poi.

Il libro ha il pregio di presentare pagine di Marin poco note o non abbastanza sfruttate, di un periodo della sua vita finora poco indagato, di esperienze vissute in un clima storico che attende d’ altra parte un più compiuto approfondimento scientifico documentato.

Il libro di Nino Gregori ha dunque il merito di richiamare i lettori più giovani ad una realtà storica che ci è distante ormai settant’anni, la seconda guerra mondiale, che per la generazione di Marin è stata la seconda prova del fuoco attraverso la quale è passata l’ Europa, prova nei confronti della quale la memoria di oggi poco vuole ricordare, tanto sofferta è stata l’ esperienza della nostra regione.

L’ autore, facendo parlare Marin, ci riporta non solo il personaggio, ma un clima storico di valori condivisi – anche su fronti opposti – oggi da ricostruire uscendo da approssimazioni conformistiche, per contribuire alla conoscenza della propria storia presto dimenticata, situazioni e protagonisti, in definitiva la consapevolezza dell’identità civile della città.

In tale direzione l’ autore si trova a continuare il discorso di Marin, uomo vivamente partecipe della realtà a lui presente con le sue responsabilità ineludibili che la vita imprevedibile impone, ed è il richiamo forte alla coscienza di sé che fa la persona, che è tale solo nel contesto sociale: da cui la dimensione etica del vivere di ciascuno. Ed è discorso sul quale oggi vale la pena di riflettere, decisamente attuale. Accanto è il dovere della memoria, senza la quale non c’è confronto né coscienza; così come non c’è coscienza senza il confronto contestuale fra pari.

Al lettore vengono così proposti anche valori considerati desueti e inattuali, come quello di patria, che in Marin, di formazione mazziniana, irredentista, deluso dell’incapacità nazionale italiana di vivere la dignità della propria identità e della propria storia, ha però il senso enunciato in Goriziq negli anni ’40, dove, ricordando il Circolo mazziniano frequentato da studente ginnasiale, esprime la sua gratitudine al pensatore che gli aveva dato una patria “non bella e fatta, ma da farsi, continuamente da farsi”: la dimensione etica stessa, che i nostri giorni dicono essere necessaria ed urgente.

Il libro dunque informa e fa riflettere, risveglia il ricordo di personaggi che a Trieste in quegli anni hanno avuto responsabilità e fatto storia, e ci dà un ritratto intero di Marin. L’ autore, pur muovendo da Strade e vie di Trieste, pubblicato da Scheiwiller nel 1968, improntate dell’emozione di Marin che scopre con il cuore il paesaggio urbano e ne vede la storia, nei primi capitoli per motivarne le scelte esistenziali e civili, è obbligato a richiamare i tratti salienti della sua formazione e delle sue precedenti esperienze. Sicché Giovanni Gregori ci dà un ritratto completo di Marin e gliene siamo grati: quello che arriva a Trieste è il Marin maturo, sempre vivacemente attivo e propositivo, ed in anticipo sulle cose, come quando vocianamente dalla sede delle Generali che si affaccia sulla piazza dell’Unità nel 1945 promuove un programma di impegno culturale di contrasto e di compensazione alla crisi tragica della città, che sarà poi del Circolo della Cultura e delle Arti.

Siamo grati all’autore anche per avere utilizzato valorizzandole le pubblicazioni del Centro Studi Biagio Marin : i documenti epistolari pubblicati in “Studi Mariniani”; i documenti dell’Archivio Marin della Fondazione CaRiGo pubblicati in due supplementi dello stesso periodico, Autoritratti e impegno civile e in Paesaggi, storia e memoria.

Aggiungiamo che il lavoro si colloca accanto alla pubblicazione a carattere scientifico di alcuni dei quaderni di diario di Marin di proprietà dell’Università di Trieste nell’ambito dell’Archivio degli scrittori e della cultura regionale, La pace lontana e Vele in porto curati da Ilenia Marin ed editi dalla LEG, e il recentissimo curato da Gianni Cimador, Considerazioni sui problemi del mio tempo e appunti vari . 11Novembre 1940 – 28 agosto 1952 edito dall’EUT, prezioso e pertinente. Per dare maggiore consistenza storica alla ricerca siamo da tempo in attesa di pubblicare “faventibus deis” la raccolta degli scritti di Marin pubblicista impegnato negli anni del secondo dopoguerra. In tale modo, a quadro completo, si potrà valutare la continuità di un pensiero e di un impegno tutto triestino che va da Scipio Slataper a Giani Stuparich e si conclude con Biagio Marin, coinvolgendo Manlio Cecovini. ES

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Marin-Pascutto Venezia 2015

0001Edda Serra, invitata alla Biblioteca e Centro Culturale Hugo Pratt del Lido di Venezia per una lettura a confronto tra Biagio Marin, il poeta di Grado, e Romano Pascutto, poeta di San Stino di Livenza, ha fondato la presentazione dei due autori sulla distanza antropologica oltre che storica: una distanza che li pone in una situazione perfettamente asimmetrica. Il mare e gli orizzonti prestano a Marin temi, linguaggio, prospettive filosofiche e contemplative; mentre a Pascutto la miseria della fatica e del lavoro nei campi e del piccolo artigianato, la necessità della dura terra bagnata dalla Livenza, ma anche i piccoli doni delle piante e dei fiori, impongono un limite di orizzonte poetico ed umano in cui persino l’amore sembra essere escluso mentre affiora la denuncia e la condanna da un lato, l’ironia dall’altro, comunque la passione del vivere.

l'acqua la piera la teraLe meraviglie dell’esperienza dell’infanzia e la forza delle figure femminili sono i tratti salienti dell’antologia della Marsilio curata da Mario Bernardi L’acqua, la piera, la tera (2000). R. Pascutto è bensì autore che si fa ammirare per i suoi testi teatrali che più variamente sottolineano la dignità di personaggi abbruttiti dalla fatica e dalla miseria, e tra le poesie vanno ricordati testi evocativi di misura ampia, e quasi epici nella rappresentazione di singoli personaggi. Sempre dell’editore Marsilio sono i quattro tomi che contengono l’opera omnia del prolifico autore. Il tomo dedicato alla poesia è curato da Antonio Daniele. ES

 

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