L’ombra del sogno (ed. Cofine 2015) ha per sottotitolo Viaggio nella poesia di Giuseppe Rosato, e a fare il percorso è Anna De Simone, attenta lettrice della poesia in dialetto, assumendosi fin dalla copertina la responsabilità del ritratto del poeta: lungo i versanti della poesia in lingua frentana (Abruzzo) della poesia in italiano, della poesia civile. Una poesia che affonda nel sogno della giovinezza, e in un paesaggio sempre più smagato può farsi vuoto e incubo. Perdita. Come è, anche, dell’amata consorte. Il percorso di Anna De Simone, che già aveva scritto del poeta abruzzese per Lu scuru che s’attonne (Il buio che si attonda) e a più riprese in “Poesia”, ci porta un ricco corredo antologico e una serie di pagine critiche (Fiorentino, Loi, Serrao, Tesio); e una preziosa cronistoria del Premio di poesia Lanciano che collega il nome di Rosato a quello di Marin. Fra i due c’era stata una preziosa amicizia, ed una corrispondenza epistolare preziosa, di recente consegnata di persona al CSBM quale omaggio a Marin dal poeta abruzzese (Grado, agosto 2015). ES
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