Carteggio 1913-1982

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Carteggio Biagio Marin – Giuseppe Prezzolini, lettere 1913-1982 , Ed. di Storia e Letteratura, Roma 2011 di prossima pubblicazione.

A cura di Pericle Camuffo, con una presentazione di Edda Serra, è in uscita tra pochi giorni  il volume che raccoglie le lettere che Biagio Marin e Giuseppe Prezzolini si sono scambiati dai tempi della Voce fiorentina alla morte di Giuseppe Prezzolini.

I documenti epistolari provengono dell’Archivio Prezzolini di Lugano e sono stati in parte forniti dagli eredi Marin ed in parte dal Fondo Marin della Biblioteca Civica di Grado. Il poderoso volume comprende anche passi de”Diari” di Marin depositati nell’archivio dell’Università di Trieste.

La pubblicazione, vista la posizione nella storia della cultura del ‘900 di Prezzolini, rispettivamente di Marin, è molto attesa, specie da chi ha attenzione per la coscienza civile degli italiani del secolo scorso e di oggi.

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SVSB edizione de “I mesi dell’anno”, 2010

Dello stesso editore SVSB nel 2010 è anche edito il volumetto di poesie in italiano: “I mesi dell’anno, dodici inediti, già pubblicate a Trieste dall’ALUT nel 1961, in edizione fuori commercio.

Quella del 2010 è edizione d’arte, si può dirla strenna natalizia, accompagnata da un ammirevole apparato fotografico. La persistenza di testi poetici in italiano ci dice l’altro, non certo secondario, interesse del poeta per la comunicazione poetica nella lingua nazionale. D’altro canto, siamo convinti della superiorità della poesia nel dialetto di Grado, cioè de “I canti de l’isola” e dell’unicità delle fonti comunicative dimostrata proprio da testi che fin dall’inizio hanno versione e in lingua italiana e nel dialetto di Grado.

Si ricorda che la silloge è stata musicata nel 1966 per canto e pianoforte da Sonia Magris Sirsen (Fiume, 1935) attiva nella musica corale della Regione Friuli-Venezia Giulia  (v. Giuseppe Radole, “I musicisti e la poesia di Marin, CSBM e comune di Grado editori, 1991).   ES


La poesia citata è inserita nella silloge della “Senere colde”, (1953), 1957). Qui:


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Edizioni esterne al CSBM: informazioni

Precedute da una presentazione di Elvio Guagnini e da un saggio vivamente partecipe di Renzo Sanson, ed edite da SVSB, Simone Volpato Studio Bibliografico, Padova-Trieste novembre 2010, ci vengono incontro le “Lettere familiari 1908-1954” di Biagio Marin. Si tratta di documenti molto antichi, preziosi, vista la carenza di documentazione relativa ai primi anni del poeta, rotta solo di recente dalla pubblicazione de “Il libro di Gesky” presentato invece dal CSBM, a cura di Edda Serra. Preziosa la pubblicazione anche dal punto di vista editoriale, elegante e raffinata. Le note filologiche sono della nipote del poeta, Alia Englen. Si tratta di nove lettere dirette al padre, alla nonna, al fratello Giacometto che, accompagnate da alcune riproduzioni fotografiche: “Gli occhi e la scrittura, fotografie di Renzo Sanson”, si sviluppano su un arco di tempo e di interessi decisamente dilatati. Come per “Il libro di Gesky”, anche qui abbiamo la testimonianza delle prime prove poetiche di Marin che si fa conoscere ai familiari come poeta in italiano.

Segue l’ultima di copertina:

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spot: Il libro di Gesky a Grado

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L’incontro di Natale

La consueta festa degli auguri che vede raccolti gli amici di Biagio Marin e del Centro Studi ha quest’anno significato e dignità particolari, accanto al Centro Studi, infatti, è il commissario straordinario del Comune di Grado a invitare tutta la cittadinanza, e l’omaggio natalizio sarà la presentazione de “Il libro di Gesky” insieme con la locandina creata da Bruno Chersicla per il libro e per il convegno di Vienna.
Tutta Grado infatti in qualche misura è coinvolta ne “Il libro di Gesky” anche se il libro nasce da un bisogno personale del giovane Marin che a ventidue anni, a Vienna cerca attraverso la scrittura di chiarire la sua anima e di individuare la strada da percorrere.
Nel libro come ne “I fiuri de Tapo” i riferimenti a Grado, alla Villa Matilde, e alle sue abitanti e ai giovani di quella generazione sono costanti. Un richiamo di memoria per i gradesi di oggi.



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