Borsa di ricerca “La poesia inedita in gradese di Biagio Marin”

Primo atto delle attività del CSBM per il 2013 è la presentazione di un bando di concorso riservato a giovani studiosi. Il progetto prevede la ricognizione, l’identificazione  e lo studio filologico di tutti i testi poetici inediti di Biagio Marin composti nel dialetto di Grado, in vista di una pubblicazione. Si tratta della proposta di una borsa di ricerca annuale realizzata in collaborazione dall’Università di Venezia e dal CSBM, con la quale viene onorato nella sua attività anche il prof. Pietro Gibellini.

Segue il bando.

Centro Studi Biagio Marin – Grado (Go)

Nel quadro del Progetto di Ricerca NazionaleLa poesia inedita in gradese di Biagio Marin”, il Centro Studi “Biagio Marin”, con sede a Grado presso la Biblioteca Civica “Falco Marin”, bandisce una borsa di studio cofinanziata dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. La borsa, dell’importo di Euro diecimila (10.000,00), emessa per una ricerca di durata annuale, è finalizzata all’edizione critica delle poesie inedite in gradese di Marin e allo studio approfondito delle carte mariniane conservate nell’Archivio “Biagio Marin” di Grado e in altri fondi.

 Ai candidati si richiedono:

  1. Un Curriculum Studiorum dettagliato con titoli e pubblicazioni attestanti solide competenze sulla poesia dialettale del Novecento in generale e sull’opera di Biagio Marin in particolare;

  2. Il titolo di dottore di ricerca in discipline di ambito filologico-letterario conseguito da non più di cinque anni presso un’Università italiana.

Le domande, redatte in carta semplice e firmate, dovranno indicare l’indirizzo postale, il telefono e l’e-mail del candidato. Corredate dal Curriculum con l’indicazione dei titoli e della biografia del candidato nonché dagli originali o dalle fotocopie delle pubblicazioni che il candidato ritenga di accludere, dovranno pervenire all’attenzione del Prof. Pietro Gibellini presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia (Palazzo Malcanton Marcorà, Dorsoduro 3484-D, 30123 Venezia) ENTRO IL 21 MARZO 2013.

La commissione valutatrice esporrà sul sito Web del Centro Studi “Biagio Marin” e su quello del Dipartimento la lista dei candidati ammessi a sostenere il colloquio orale, previsto nella sede del Dipartimento entro la primavera, che verterà sui titoli del candidato e in genere sui temi filologico-critici connessi alla ricerca del progetto.

La commissione è formata da:

Prof.ssa Edda Serra (Presidente del Centro Studi “Biagio Marin”).
Prof. Pietro Gibellini (Università “Ca’ Foscari” di Venezia).
Prof.ssa Tiziana Piras (Università di Trieste).
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Incontro Auguri Natale 2012.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ancora un invito per il tradizionale incontro degli auguri rivolto dal CSBM a soci, amici, e sostenitori, ricordando un breve passo del vangelo di Giovanni (1, 38-39):
Dove abiti? Venite e vedrete.

Ogni bene. Vi attendo. Edda Serra

 

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Calendario Ellerani 2013

I volti di

Pier Paolo Pasolini,

Biagio Marin

David Maria Turoldo

animano il calendario augurale tradizionalmente prodotto dall’ editore Ellerani di San Vito al Tagliamento. Come sempre ne è venuto un prodotto raffinato ed elegante, arricchito dalla presenza dell’arte di Blauer per Pasolini, di Gianni Maran per Biagio Marin, e di Claudio Mario Feruglio per Turoldo.

L’operazione tutta è stata curata da Marco Marangoni, poeta e filosofo che ha tracciato i saggi relativi ai tre poeti, ed ha scelto le poesie di corredo ai rispettivi saggi di presentazione. Particolarmente pregnante il saggio dedicato a Biagio Marin, che il CSBM ha onorato presentando un inedito poetico. Il calendario è stato presentato nel teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento, con associata la mostra delle opere dei tre artisti nella preziosa cornice della chiesa dei Battuti.

Noi accogliamo l’augurio formulato in apertura di Volo, attesa, silenzio, e lo estendiamo agli amici e ai lettori tutti. ES

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Scritti Goriziani 1920- 1923

Gli Scritti goriziani pubblicati da Marin nel periodo 1920-1923, raccolti e curati da Pericle Camuffo,  accompagnati da un suo saggio e dalla presentazione di Edda Serra, danno testimonianza della problematica sociale e politica vissuta a Gorizia nel primo dopoguerra secondo la lezione vociana, in prospettiva socialista, e con la guida diretta di Giovanni Amendola. Il problema della scuola e della formazione di una nuova generazione di insegnanti è centrale, da qui una serie di articoli che hanno il valore della sistematicità. Accanto vanno sottolineati gli interventi a favore della cultura e della scuola slovena della città di Gorizia. ES

 

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Convegno di Gorizia (6 novembre 2012)

 

Il convegno “Biagio Marin e Gorizia 1923. Biagio Marin e il mondo slavo” rientra nella logica della ricerca scandita sui tempi della formazione e dell’esperienza civile e del poeta nel corso degli anni. Dopo l’analisi del compiersi di un secolo della pubblicazione de I fiuri de tapo (1912), e dopo la pubblicazione del carteggio Prezzolini – Marin (1913- 1982), dopo l’esperienza della Prima guerra mondiale, subentra per Marin un triennio intenso che lo vede operante a Gorizia, entrata a far parte del territorio nazionale italiano. Qui si spende come insegnante e come attivista sul fronte delle responsabilità civili e politiche. È di questi anni infatti la discussa esperienza di insegnante di pedagogia e di italiano presso l’Istituto magistrale femminile, e della sua attività nella più ampia cerchia sociale di rinnovamento culturale e civile secondo la lezione della Voce fiorentina (1911). Ne resta traccia nella ricca serie di articoli e di interventi nei fogli politici di ispirazione mazziniana de L’Azione e de La libertà , nonché nella Voce goriziana, che il CSBM ha riunito in una pubblicazione della serie dei Quaderni del CSBM, Fabrizio Editore, Pisa- Roma 2012, con il titolo Scritti goriziani 1920-1923. Il volume è stato presentato in occasione del convegno.

Il convegno del 6 novembre svolto nella Sala della Torre offerta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, è stato pensato con due altre intenzioni: di chiarire l’effettivo rapporto di Marin con il mondo slavo, altrimenti ricondotto di solito, settorialmente, alle Elegie istriane (1963), che nascevano in un contesto decisamente diverso; e di aprire una prospettiva di analisi delle genti del nostro territorio meglio contestualizzata e più completa, cioè più aperta, possibilmente in dialogo con voci di studiosi esterni. Secondo la lezione dello stesso Marin documentata anche dal carteggio Brazzoduro – Marin (Studi Mariniani n. 15, 2008). Il convegno è stato organizzato in collaborazione con l’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei, e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Grado, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Grado- Impianti Turistici, la Biblioteca Statale Isontina. Vi hanno partecipato Fulvio Salimbeni, Pericle Camuffo, Roberto Spazzali, Diego Redivo, Ezio Giuricin, Stelio Sapadaro, Marco Giovanetti, Matteo Vercesi, Anna De Simone, Fabio Russo. Tatjana Rojc ha tracciato un quadro efficace della situazione degli sloveni tra la dissoluzione dell’Austria- Ungheria e la costituzione della Monarchia jugoslava; Ivana Suhadolz ha dato godibile testimonianza di un esempio di rapporti privati tra Marin e un’amica slovena (La storia di Graziella).

Per un discorso su questo tema vanno però ancora rilette le pagine di Gorizia. La città mutilata, e le Lettere a Elena Lokar. Va soprattutto avviato uno studio sistematico e completo entro gli scritti di Marin, diari compresi , e i suoi interventi sulla stampa del secondo dopoguerra, Discorso sulla poesia compreso. ES

 

 

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