L’Associazione Culturale “Musica Viva” di Grado nel suo programma di Musica aquattro stelle, per il 2010, ha inserito il concerto “Marin l’italiano” con sottotitolo “la prosa di Biagio Marin e la musica di confine”. Lunedì sei settembre alle ore 21.00, nella Basilica di Santa Eufemia di Grado, si è svolta una serata di eccezionale qualità con la lettura dei passi del carteggio Gino Brazzoduro-Biagio Marin, di recente edito dal CSBM, a cura di Pericle Camuffo, con il titolo “Dialogo al confine“, cui si sono alternati i brani dei musicisti triestini del Novecento: Czerwenka, Zafred, Viozzi, Bugamelli, Visnovitz, Merkù, Coral, eseguiti al pianoforte da Mariarosa Pozzi. Mario Milosa con limpida, misurata tensione ha letto i passi dalle lettere di Marin e di Brazzoduro scelti da Edda Serra, che ha introdotto il concerto.
Dalla collaborazione del CSBM con il maestro Giorgio Tortora si è realizzato un incontro con il pubblico di alto valore artistico e civile, decisamente attuale.
Omaggio del Centro Studi Biagio Marin a Cecilia Seghizzi Campolieti, ed ancora prima ad Augusto Cesare Seghizzi e a Biagio Marin che li accomuna con i suoi Canti de l’isola in un respiro poetico e musicale di un secolo, facendo nodo.
A 25 anni dalla morte del poeta.
Seguono le prime pagine, l’indice, una poesia di Marin e gli inizi di due partiture tratti dal volume.
Le partiture musicali dei Seghizzi per Marin.
Il respiro musicale di un secolo a Gorizia è colto nel volume voluto dal Centro Studi Biagio Marin ed edito per le Edizioni della Laguna che è stato presentato a Grado nel Giardino del Gazebo all’ ingresso principale della spiaggia sabato 17 luglio alle ore 18 e 30. Il titolo del volume, “I Seghizzi e Marin” non deve trarre in inganno, perchè i destinatari sono i musicisti giovani e meno giovani, e se i due saggi introduttivi di Edda Serra e di Alessandro Arbo sono discorsivi e fanno uso della parola, la parte significativa è appunto quella musicale, con le partiture delle musiche composte da Augusto Cesare Seghizzi tra il 1924 e grossomodo il 1930, finora inedite, e delle musiche composte da Cecilia Seghizzi Campolieti dal 1948 ad oggi su testi poetici di Biagio Marin. Musica per canto e pianoforte quella di Augusto, per coro polifonico quella di Cecilia, con una breve eccezione sua di pezzi per voce e strumento.
Poesia ed arte, e non solo quella musicale per Cecilia, dal momento che in copertina del volume in pieno campo, sul dritto e sul retro, figura un suo quadro, sono così onorate insieme con la città di Gorizia che ha favorito con la sua atmosfera culturale il sodalizio fra i musicisti ed il poeta.
Il Centro Studi Biagio Marin dedica il libro quale omaggio a Cecilia Seghizzi Campolieti per tutta la sua attività vivace e luminosa nel compiersi fra alcuni mesi dei 25 anni dalla morte di Marin, con l’augurio che la pubblicazione costituisca la continuazione di quel respiro musicale presso le nuove generazioni.
Da segnalare che le musiche di Augusto Cesare Seghizzi sono state trascritte dal manoscritto con amorosa attenzione da Fulvio Madotto, e che il volume presenta altri inediti, e, dopo i saggi introduttivi, il repertorio dei testi poetici scelti dai due musicisti, costituendo in pratica due brevi antologie personali.
La presentazione al pubblico del volume a Grado sabato 17 luglio è stata fatta da Edda Serra e da Alessandro Arbo, in una cornice di particolare impegno culturale, con la collaborazione del Centro Studi Biagio Marin, del Comune di Grado e della GIT, Impianti Turistici di Grado.
Nella ricorrenza della nascita di Biagio Marin, avvenuta il 29 giugno 1891, si è tenuto nella Basilica di S.Eufemia di Grado il concerto della Ensemble Barocco Nova Academia di Trieste, diretto da Stefano Casaccia, con la partecipazione eccezionale del sopranista Angelo Manzotti e del soprano Marianna Prizzon. Per onorare Marin, a venticinque anni dalla sua morte, è stata letta una scelta di dodici poesie dal gradese Giorgio Marin. In un’atmosfera di luminosa sacralità sono risuonate le melodie di Vivaldi, Haendel, Monteverdi e Porpora.
Poesie lette:
1. Te voglio ben 2. Luna 3. El gno paese belo 4. Arie 5. O mare mia 6. El gno canto 7. I to basi 8. Tersa nina nana per llaria 9. Solo le stele intorno 10. L’oltro cu xe 11. Amo le piante 12. Un bucaneve.
Il volume raccoglie gli atti del convegno “Interessi e tendenze della ricerca su Biagio Marin” svolto con successo in una atmosfera di cordiale complicità a Grado in data 26-27 settembre 2008, cui hanno partecipato studiosi di più matura preparazione e studiosi giovani. L’attenzione particolare è andata al Marin prosatore, cittadino, intellettuale e filosofo (Fulvio Senardi, Pericle Camuffo, Fabio Russo, Marco Bonciani); e all’uomo di fede e di ricerca del divino(Matteo Vercesi, Pietro Zovatto).
Altri spunti interessanti di ricerca rivolti sempre al prosatore sono di Filippo Secchieri e di Tatiana Rojc, avendo attenzione al libro “Gorizia”, e alla scrittura e alla riscrittura di Marin, nonchè ai carteggi.
Il poeta emerge nel riscontro di Maria Chiara Tarsi che aveva già curato per Studi Mariniani il rapporto epistolare tra Marin e Carlo Betocchi.
Aspetto rilevante del convegno è stata l’attenzione rivolta alla traduzione e alla ricezione della poesia di Marin in aree distanti: in area francofona (Delphine Gachet, Bourdeaux; Michel Valensi, Parigi) e in Ungheria (Judit Jòzsa).
L’apertura di Marin al mondo slavo è stata documentata da Tatiana Rojc (Trieste) per l’epistolario con Elena Lokar, e da Zeljko Djuric (Belgrado) per quello con Eros Sequi.
Dedicata a un momento della biografia di Marin è la ricerca di Marco Giovanetti; al mondo mariniano di contesto quella di Alessandro Scarsella per Manlio Dazzi.
Il convegno che ha assunto orizzonti internazionali ha goduto del sostegno e del bilancio scientifico dei professori Baroni (Cattolica Milano), Gibellini (Venezia), Secchieri (Ferrara), Salimbeni (Udine) e Serra (CSBM).
La seconda parte del volume dedicata ai documenti presenta un prezioso inedito mariniano dedicato all’amico Virgilio Giotti, curato da Anna De Simone (E.S.).
L’affermazione di Biagio Marin è contenuta in una poesia della vecchiaia quando il poeta dice che la vita è grande avventura “vita xe grande aventura” e aggiungeva “solo l’eterno dura” : è poesia del 1983 e Marin aveva novantadue anni. Ma questa sua sapienza appartiene a un itinerario di esperienza di gran lunga precedente.
Nell’immane scorrere dei giorni, nell’alternarsi di nascita e morte c’è una sola salvezza: è quella data dalla poesia che supera ogni precarietà.
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