“Per Il mio Carso di Scipio Slataper”, a cura di Ilvano Caliaro e Roberto Norbedo, raccoglie gli Atti del Seminario di studio tenutosi a Udine il 23 e 24 febbraio 2012, nel centenario della pubblicazione a Firenze presso “La voce” dell’opera più significativa di Scipio Slataper, che connota fortemente la letteratura triestina.
L’opera dello Slataper è stata più volte pubblicata e riletta da angolazioni diverse. Quest’ultima lettura critica motiva tra gli altri l’intervento di Pericle Camuffo, del CSBM, intitolato “Gino Brazzoduro: Il mio Carso riletto”, che si fonda sulla lettura del carteggio, tra Brazzoduro e Marin, già pubblicato dal CSBM, “Dialogo al confine. Scelta di lettere 1978-1985”. ES
Il nome di Giovan Battista Pighi è ben importante nella biografia di Marin e nella affermazione della fortuna della sua poesia. Giobatta Pighi era presidente di giuria al Premio Barbarani (1952) che ha segnalato a tutto il mondo veneto i “Canti de l’isola”. Al professor Pighi si deve anche il commento introduttivo del prezioso volumetto “Pan de pura farina” (1966), e la lunga corrispondenza amicale e di stima che è stata pubblicata dal Centro Studi.
Ora la figlia di Giovan Battista Pighi reca omaggio al padre e alla poesia in dialetto pubblicandone i testi in veronese composti in diversi anni di attività. Ricordiamo che il professor Pighi era cattedratico di lingua e letteratura latina dell’Università di Bologna. ES
Il poderoso volume (pagg. 435) della Biblioteca della “Rivista di letteratura italiana”, n. 22, 2014, a cura di Giorgio Baroni e Cristina Benussi, documenta i risultati di un importante convegno tenuto a Trieste nel 2013 (28 febbraio- 1 marzo). L’importanza del convegno e della documentazione è davvero significativa ai nostri giorni, trattando di una realtà culturale in parte negata dalla storia.
“L’esodo giuliano-dalmata nella letteratura”, in cui più volte si è fatto riferimento alle “Elegie istriane” di Biagio Marin, si fa notare anche per la ricorrenza di alcuni autori, come Lina Galli (cui sono stati dedicati almeno quindici interventi), Fulvio Tomizza. La ricchezza del volume riflette la complessità del contesto letterario in cui si è mosso Biagio Marin intellettuale, poeta e cittadino; indica peraltro il perdurare di un’identità oltre i conflitti e la drammaticità delle decisioni della storia. ES