Il poderoso volume (pagg. 435) della Biblioteca della “Rivista di letteratura italiana”, n. 22, 2014, a cura di Giorgio Baroni e Cristina Benussi, documenta i risultati di un importante convegno tenuto a Trieste nel 2013 (28 febbraio- 1 marzo). L’importanza del convegno e della documentazione è davvero significativa ai nostri giorni, trattando di una realtà culturale in parte negata dalla storia.
“L’esodo giuliano-dalmata nella letteratura”, in cui più volte si è fatto riferimento alle “Elegie istriane” di Biagio Marin, si fa notare anche per la ricorrenza di alcuni autori, come Lina Galli (cui sono stati dedicati almeno quindici interventi), Fulvio Tomizza. La ricchezza del volume riflette la complessità del contesto letterario in cui si è mosso Biagio Marin intellettuale, poeta e cittadino; indica peraltro il perdurare di un’identità oltre i conflitti e la drammaticità delle decisioni della storia. ES

