Sono trenta gli anni vissuti da Biagio Marin a Trieste, e sono gli anni della maturità, delle tragedie più grandi, la morte del figlio Falco, la guerra con le sue mutilazioni, dell’impegno civile e culturale intenso nella città contesa. Ma sono anche gli anni del successo dei suoi Canti e dell’affermazione nazionale come poeta. A farne sintesi e a renderne testimonianza è solo oggi il libro di Giovanni Gregori, Biagio Marin caro a Trieste, edito nel 2016 da Hammerle editori e stampatori in Trieste, coeditori il Centro Studi Biagio Marin e il Circolo della Cultura e delle Arti.
A presentarlo a Grado sotto il Velarium della GIT saranno Fulvio Salimbeni ed Edda Serra mercoledì 31 agosto alle ore 18, presente l’ autore, nella collaborazione fra CSBM e GIT.
Giovanni Gregori, cultore di storia, a suo tempo funzionario della CRT, presidente dell’Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno di Grado, poi dell’Azienda di Promozione Turistica di Grado e Aquileia, gradese di nascita, triestino di adozione, ha al suo attivo anche il volume dedicato ai rapporti epistolari del poeta con i suoi concittadini Biagio Marin ai Gradesi, (Edizioni della Laguna, 2009); in questo volume dà testimonianza preziosa dell’esperienza triestina, finora poco documentata e sconosciuta alle nuove generazioni, anche se Marin ha lasciato a Trieste una testimonianza letteraria di non poco peso, le prose radiofoniche di Strade e rive di Trieste, ripetutamente pubblicate da Vanni Scheiwiller.
Edda Serra