Salutiamo con malinconia questo libro di Assunta Finiguerra, la poetessa lucana, voce singolare, appassionata e forte che scrive nel dialetto di San Fele.
L’abbiamo conosciuta a Trieste, qui giunta per un convegno sulla poesia in dialetto, organizzato nel 2004 dall’Università di Trieste e di Pécs e dal CSBM. L’abbiamo seguita nei primi anni della sua malattia: lei, ribelle e combattente, domata dal male. Il volume, Un vizzje a morte (Il vizio della morte), ed. Cofine 2016, ha l’introduzione di Roberto Pagan e di Rosangela Zoppi; le poesie raccolte sono inedite (1997 – 2009), quelle dal 2003 sono nel segno della malattia e della morte. Ma la sua voce conserva l’eco di un mondo primitivo e forte che sa dirsi con intensità e misura. ES
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