Il titolo affidato al Diario di Biagio Marin appena pubblicato dall’EUT (Trieste 2017) ci rimanda ad un breve periodo della sua esistenza compreso tra il febbraio 1950 e il 31 agosto 1951. Sono mesi intensi di vita e la scrittura di Marin emerge dal bisogno di fare chiaro in se stesso, di fare i conti quotidianamente co l’io profondo e insieme con gli accadimenti esterni civili, sociali e famigliari.
Sono pagine godibili di narrazione di sé – e del contesto – in cui Marin ci immette nel mondo privato della famiglia e degli affetti, ci fa condividere le relazioni epistolari, come quella con Arturo Carlo Iemolo; e si abbandona alla riflessione religiosa, riferisce di uomini e incontri, e l’intimo suo giudizio, talora anche prendendo le distanze da sé. Il coinvolgimento del lettore è assicurato; ma il giudizio sull’autore tutt’altro che facile. In termini cronologici, sono gli anni della prima pubblicazione dei Canti de l’isola (1951), da cui non gli viene l’atteso riscontro di pubblico e popolarità.
La pubblicazione esce nella collana dell’Archivio degli scrittori e della cultura regionale dell’Università di Trieste, grazie alla cura ineccepibile di Ilenia Marin, che vanta con questo la pubblicazione di 3 quaderni di diario mariniani, con una postfazione di Edda Serra. Il CSBM ne sostiene la pubblicazione grazie al finanziamento della Regione. ES

