Una tragedia senza poeta: poesia in dialetto sulla Grande Guerra (2016)

una tragedia senza poetaA cura di Massimiliano Mancino per le edizioni del Cubo Roma, è uscito il poderoso volume di poesia in dialetto ispirato alla Grande Guerra, che nel titolo annuncia testi e contesti. È frutto infatti di una laboriosa indagine di specialisti condotta a tappeto, che consente alla letteratura in dialetto di uscire in più casi dalla clandestinità e di rendere testimonianza del sentire e della coscienza popolare a proposito del primo conflitto mondiale. Fornisce dunque anche a noi nuovi parametri di valutazione di quegli eventi e nuovi documenti, e, nel quadro generale permette di tentare un bilancio completo della situazione linguistica italiana, che mentre accelera l’acculturazione indotta dall’esperienza comune tragica e troppo incomprensibile, agisce su dialetti e lingua.
Vengono così recuperate voci ignote e dimenticate, o voci che hanno avuto a suo tempo accoglienza ed eco. Così è per La Buffa di Giulio Camber Barni (1920, 1935, 1960, 1969, 2014), poeta militare al fronte, che registra l’animo dei suoi, ed i loro linguaggi, su cui hanno lavorato Virgilio Giotti, Umberto Saba, Anita Pittoni, Vanni Scheiwiller che del mondo della dialettalità hanno parte. A parlarne è Edda Serra. ES

Seguono le tre pagine di indice.

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