Margini e rive di Fabio Franzin

Fabio Franzin ritorna con il suo dialetto trevigiano a illustrare il mondo del Nord-Est con la sacralità delle sue acque, dei suoi prati, margini e rive, mentre campagna e pianure soffrono della trasformazione industriale e seriale. “Nel margine estremo di una campagna/ ferita a morte, ritmata dagli ultimi grilli,/ dagli ultimi galli, dalle sempre più fioche/ campane, si diparte la guglia-laser sciabolante”. La sua è poesia in dialetto ma anche poesia in italiano e vi fonde i ricordi dei Trovatori provenzali, per rappresentare questo mondo in crisi e in veloce evoluzione. Nella raccolta che ha il titolo latino di VersusMargini e rive, Città Nuova editore, Roma 2012, troviamo anche un omaggio a Biagio Marin, ai luoghi dell’esperienza poetica dell’autore che abbraccia tutta la Regione: Grado, Muggia, Lignano, Caorle, Pellestrina, scendendo per l’Adriatico, fino a Fano. ES

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