Premio di poesia per un libro in dialetto: lavori di giuria e cerimonia di consegna


Premio Biagio Marin 2011. Verbale di giuria.

Torino, storico Caffè Fiorio, via Po 8, 14 settembre 2011. La giuria del premio Marin è riunita dalle ore 17.00 alle ore 19.00 per decidere a quale libro di poesia in dialetto assegnare il premio dell’ottava edizione.

Presenti sono il poeta Franco Loi (Milano), i professori Gianni Oliva (Chieti), Giovanni Tesio (Torino), Edda Serra (Grado) presidente del CSBM; il prof. Pietro Gibellini (Venezia) che ha fatto sapere la sua scelta è a stretto contatto telefonico. La giuria è tuttora nella formazione voluta da Vanni Scheiwiller. Presidente Edda Serra.

Venticinque sono le opere presentate che rispondono tutte alle richieste del bando, tranne una, di Chiara Galassi che concorre con una sola copia, si tratta di opere provenienti da varie regioni italiane e una dalla Croazia nel dialetto rovignese afferente all’area linguistica italiana.   I libri sono rappresentativi di dialetti di tutta Italia, dalla Sicilia alla Calabria, alla Puglia, all’Abruzzo, all’Umbria, all’Emilia Romagna al Veneto, al Friuli Venezia Giulia, alla Lombardia, al Piemonte; nel dialetto rovignese si presentano due autori con storie diverse.

Tra queste la giuria segnala come opere di particolare pregio e forza poetica:

Lu scure che s’attone di Giuseppe Rosato

Versi scelti (1976-2009) di Remigio Bertolino

Mistral di Ida Vallerugo

Conchiglie di Claudio Grisancich

La chieve dell’urte di Francesco Granatiero

Analizzati i valori specifici delle singole opere selezionate, la giuria all’unanimità decide di assegnare il premio dell’ottava edizione, di euro 5000,00 al poeta triestino Claudio Grisancich: Conchiglie. Sessant’anni di poesia (1951-2011) pubblicato dall’editoriale Lint 2011; oltre i valori poetici che lo fanno degno autonomo erede della lezione di Giotti, Saba, Marin, il libro contiene con gli ultimi inediti l’intero itinerario poetico dell’autore e il suo affacciarsi di uomo sulla scena della vita, ora con sfida e pienezza giovanile, ora guardando all’esperienza e alle cose con affettuosa ironia e distacco e con soffusa pietas evocativa di beni e persone mancati. Il poeta sa far vivere nel dialetto della sua città un mondo di persone e valori semplici ed essenziali in un linguaggio spoglio e colloquiale, vigoroso, capace di raggiungere ogni pubblico.

La notizia viene data via telefono immediatamente all’ autore, che accoglie il premio con grande emozione.

L’ invito alla cerimonia della consegna del premio



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